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LO SLUM DI SHANTARAM (INDIA)

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Mumbai (ex Bombay) è la capitale finanziaria dell’India e sarà oggetto di un prossimo articolo di CUORECIELO. La città rappresenta una realtà urbana complessa e ricca di contrasti estremi, come lo è l’India, del resto.

Mumbai slum

In questo articolo visiteremo una piccola parte della città, la più povera, cioè uno slum. 

Gli slum di Mumbai sono insediamenti umani dove si concentra un’estrema miseria. Sono caratterizzati da abitazioni precarie, sovraffollamento e povertà diffusa, sono il risultato di una rapida urbanizzazione e di una crescente migrazione dalle zone rurali verso la città. 

Nonostante il degrado che gli slum di Mumbai affrontano quotidianamente e impongono alla città, essi sono anche testimoni dell’ingegnosità, della solidarietà umana e dell’unione del popolo indiano. In questo articolo esploreremo il più conosciuto slum di Mumbai, e probabilmente il più grande, portato alla conoscenza di tutti dal magnifico romanzo di Gregory David Roberts titolato «Shantaram».

Mumbai slum

SHANTARAM

“Shantaram” è un romanzo scritto da Gregory David Roberts, pubblicato nel 2003. Il libro è un resoconto (semi) autobiografico delle esperienze dell’autore il quale fuggì da un carcere australiano e si rifugiò a Bombay (attuale Mumbai), in India, negli anni ’80.

Nel corso del romanzo Roberts descrive gli slum di Bombay in modo dettagliato e coinvolgente, dipingendo un quadro vivido della cruda realtà di queste comunità emarginate.

Il famoso ‘Leopold’ dove si svolgono molti dei fatti raccontati nel libro ‘Shantaram’ di Gregory David Roberts

Mumbai slum

Roberts presenta gli slum come un microcosmo pieno di vita e contrasti. Descrive le strade strette e polverose, le baracche improvvisate, gli edifici fatiscenti, ma allo stesso tempo trasmette anche l’energia e la vitalità degli abitanti degli slum. Mostra come le persone si organizzano per sopravvivere, creando legami di solidarietà e formando una comunità unita nonostante le condizioni avverse.

Mumbai slum - Cuorecielo.com

L’autore parla delle diverse attività che si svolgono negli slum, come i mercati caotici e vivaci, i negozi di strada, le scuole improvvisate e le attività commerciali improvvisate e senza alcuna norma di controllo o sicurezza. Descrive anche la varietà di personaggi che popolano gli slum, dalle figure criminali ai personaggi altruisti.

Mumbai slum - Cuorecielo.com

Una parte significativa della narrazione riguarda le difficoltà sociali ed economiche affrontate dagli abitanti degli slum. Il libro sottolinea l’ingiustizia sociale e la povertà estrema che caratterizzano queste comunità. L’autore non dipinge quindi una visione completamente negativa degli slum, ma evidenzia anche la dignità e la resilienza delle persone che li abitano.

Mumbai slum - Cuorecielo.com

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CONDIZIONI DI VITA NEGLI SLUM DI MUMBAI

Gli slum di Mumbai ospitano milioni di persone che vivono in condizioni di estrema povertà. Le abitazioni sono spesso costituite da baracche di lamiere, cartone e plastica, che offrono pochissimo riparo dalle intemperie e dalle inondazioni durante la stagione delle piogge. La mancanza di servizi igienici adeguati e di accesso all’acqua potabile è un problema reale che aumenta il rischio di malattie. L’assenza di infrastrutture stradali adeguate e di servizi pubblici come l’elettricità e il trasporto rende difficilissima la vita quotidiana per gli abitanti degli slum.

 

Mumbai slum - Cuorecielo.com

Mumbai slum - Cuorecielo.com

EDUCAZIONE, LAVORO, ECONOMIA

L’accesso all’istruzione è una sfida significativa. Numerose organizzazioni non governative e volontari si sono impegnati a fornire istruzione informale attraverso scuole comunitarie.

La maggior parte degli abitanti degli slum di Mumbai si guadagna da vivere attraverso un’economia improvvisata. La vendita ambulante, la lavorazione di materiali riciclati e il lavoro domestico sono comuni. C’è anche un diffuso lavoro di recupero di materiali di scarto, come lo smontaggio di elettrodomestici, il recupero di gomma da pneumatici o il riciclo e la separazione di materiali provenienti dalle varie discariche della città. 

Purtroppo tutti questi lavori avvengono senza la minima attenzione alla salute e alla sicurezza, aumentando di molto il rischio di malattie, infortuni e incidenti sul lavoro. C’è anche da dire però che molte microimprese sono state avviate negli slum di Mumbai, dimostrando l’ingegnosità e l’imprenditorialità degli abitanti.

 

Mumbai slum - Cuorecielo.com

SFIDE

Esistono opportunità di miglioramento: organizzazioni non governative e gruppi di attivisti lavorano per migliorare le condizioni di vita negli slum attraverso progetti di sviluppo comunitario. Iniziative per l’accesso all’acqua potabile, l’igiene, l’istruzione e la formazione professionale stanno contribuendo a migliorare la qualità della vita degli abitanti degli slum.

 

Mumbai slum - Cuorecielo.com

la visita di uno slum

Tanti indiani vi si avvicineranno durante la vostra visita a Mumbai e vi proporranno ogni tipo di attività. Il loro scopo è chiaramente quello di guadagnare qualche rupia accompagnandovi a vedere qualcosa che da soli difficilmente potreste trovare, o vivere con tranquillità e consapevolezza.

 

Mumbai slum - Cuorecielo.com

 

Molte attività sono alla portata di tutti e non necessitano di una guida. Per esempio se volete visitare la casa di Gandhi non vi servirà alcuna guida, anzi vivrete una migliore esperienza in totale solitudine.

 

Mumbai slum

 

Se invece vi interessa visitare un luogo molto particolare come uno slum, raccomando senza dubbio di assoldare una guida di vostra fiducia. Si tratta di qualche spicciolo investito innanzitutto nella vostra sicurezza, ma anche nella realizzazione di un’esperienza molto più consapevole e soddisfacente.

 

Mumbai slum

 

Trovata la guida e concordato un prezzo ci rechiamo finalmente allo slum dove Gregory David Roberts nel suo libro vive per dieci anni facendo il medico. Va detto che si tratta di una meta assolutamente non turistica. Io e Sergio, siamo gli unici due occidentali presenti e inizialmente siamo guardati in un modo un po’ strano. La presenza di un accompagnatore si rivela qui fondamentale: qualche parola in indiano e tutti ci lasciano stare e tornano alle proprie attività.

 

Mumbai slum

 

Per arrivare allo slum vero e proprio dobbiamo attraversare uno stretto e lungo corridoio tra due ‘case’. La melma sul fondo emana un odore nauseabondo e per non camminare in quel liquido schifoso, tra topi ed escrementi, son state buttate a terra delle assi di legno, mezze marce pure quelle. L’inizio lascia presagire cosa troveremo alla fine di quel lungo passaggio.

 

 

Quando sbuchiamo nel vero centro dello slum la vista è impressionante. Il degrado è assoluto, migliaia di persone sembrano formiche operose, dedite a una moltitudine di attività diverse. Chi smonta lavatrici, chi prepara una brodaglia piena di curry in una padella sporca appoggiata a terra, chi ripara scarpe, chi accudisce bambini, chi stira vestiti, chi crea scatole di cartone. È una vera concentrazione di energie.

 

Mumbai slum

 

La cosa che più lascia impressionati è la tranquillità relativa e l’unione tra le persone: il disordine infatti non è caotico, ma risponde a leggi che esistono solo nello slum, per questo lascia esterrefatti i visitatori. Gli abitanti invece, che conoscono le regole di questo micro universo, sanno bene che fare. E forse considerano il mondo esterno un luogo malato e governato dal denaro. Le persone qui sono unite, si aiutano e vanno avanti come una vera comunità in cui ognuno ha un ruolo. C’è anche delinquenza, certo. Ma in misura ridotta rispetto a quanto ci si potrebbe aspettare in un luogo così povero.

La visita di Bombay dovrebbe prevedere anche la conoscenza di uno slum: questi luoghi offrono la cruda e reale percezione della città nei suoi differenti strati sociali.

Images © Alfredo Paluselli
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